ELVIRA RACCONTA

L’Alfa Brasiliana, una impresa da pionieri.

05 ottobre, 2017

Fu la crisi petrolifera  del 1973 e il crescente  aumento del prezzo del barile a mettere in enorme  difficoltà il governo brasiliano costretto a trovare un combustibile alternativo più economico, e lo trovò nell’alcool etilico”

Durante la  sua attività svolta in Brasile presso la Fabrica Nacional de Motores  (chiamata FENEME), dove su licenza Alfa Romeo venivano costruite oltre al famoso Autocarro Mille, le 2000 Berlina,  l’Alfa Romeo realizzò un motore ad alcool.

Fu la crisi petrolifera  del 1973 e il crescente  aumento del prezzo del barile a mettere in enorme  difficoltà il governo brasiliano costretto a trovare un combustibile alternativo più economico, e lo trovò nell’alcool etilico.

Il governo federale brasiliano,  nel novembre del 1975 fece partire il programma Proalcool e le industrie automobilistiche brasiliane che risultarono  interessate subito a questa iniziativa , sottoscrissero un protocollo che prevedeva la produzione di 900.000 vetture ad alcool (100%) entro il 1982.  Si scoprì che i motori correnti ad accensione comandata potevano essere alimentati da una miscela di benzina e alcool etilico anidro (al 20%) senza richiedere modifiche strutturali e  così  questo tipo di benzina fu subito introdotto sul mercato.

A questa iniziativa che si può definire pioneristica  prese parte anche l’Alfa Romeo  e in Brasile, nella quasi totalità delle vetture, vennero impiegati con successo motori con utilizzo sia benzina, sia alcool etilico.

Ritornando allo stabilimento dell’Alfa in Brasile, negli anni sessanta, la 2000 berlina era una vettura unica sia per la sua linea che per le sue prestazioni di vettura da corsa e per questa fu molto richiesta sul mercato brasiliano. All’epoca le corse venivano organizzate da alcuni volontari e si svolgevano, escluso Interlagos, su circuiti cittadini con la partecipazione esclusivamente di vetture di serie.

La 2000 (che lì fu ribattezzata J.K. in onore del presidente della Repubblica Joselino Kubicen che l’aveva voluta), vinse numerosissime gare tra cui  le 24 ore di Brasilia, le 12 ore di Interlagos per ben due volte, e molte altre ancora fino ad aggiudicarsi il titolo nazionale, richiamando migliaia di persone e diffondendo l’immagine prestigiosa dell’Alfa Romeo. A questi successi contribuirono alcuni tecnici Alfa della missione in Brasile.  Nel 1972 fu presentata una nuova generazione di autocarri pesanti per rimpiazzare il  vecchio autocarro Mille. Nel mese di ottobre del 1973 fu lanciata una nuova vettura la 2300 che in breve diventò la vettura top del mercato brasiliano.

Agli inizi del 1977 furono presentate altre due vetture la 2300.B e la 2300.TI e l’Alfa Romeo “Rio” destinata all’esportazione sul mercato Europeo, in particolare in Germania. Una di queste vetture risulta essere in carico al  Museo di Arese.

Alla fine degli anni settanta la FIAT rilevò lo stabilimento FNM, cessando la produzione dei camion nel 1985; la “2300”, la cui produzione fu spostata negli stabilimenti Fiat di Betim, restò invece in produzione fino al 1986.

Elvira Ruocco Memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si  conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.