Elvira racconta

Elvira racconta… L’Alfa 90

15 MARZO, 2017

All’inizio in Alfa la chiamavano K2. Questa sigla non aveva nessun riferimento alla seconda vetta del mondo appartenente alla catena dell’Himalaya, ma si riallacciava ad una terminologia convenzionale nella quale il numero dueesprimeva un coefficiente proporzionale al grado di rinnovamento previsto rispetto al modello precedente. Successivamente la sigla fu cambiata in 162.

La 90, nata con 5 diverse motorizzazioni già fin dal momento della sua commercializzazione: 1.8 e 2.0 a carburatori; 2.0 iniezione; 2.5 a iniezione Quadrifoglio Oro; 2.4 Turbodiesel con Intercooler, era completamente nuova di scocca e finizioni; l’elettronica era entrata nella strumentazione di bordo ed era, finalmente, munita di servosterzo.

Per quanto riguarda gli interni, questi i materiali impiegati, secondo le diverse versioni: tweed di lana, velluto, tessuto bouclè e tessuto velour.

Nei ricordi di Domenico Chirico che all’epoca aveva funzioni di coordinamento su tutte le vetture prodotte, “le molte delibere su questa vettura non furono effettuate in maniera efficace per motivi funzionali e per la mancanza di adeguate prove di affidabilità a causa di pesanti ritardi di forniture esterne, così che il modello lanciato in serie nell’ottobre del 1984, alcuni mesi prima della Lancia Thema, fu afflitto da numerose “malattie infantili” in particolare relative agli organi meccanici”.

Fu deciso quindi con l’ingegner Zammarchi, Direttore di Produzione, di rimediare agli inconvenienti chiamando a raccolta tutti gli uomini della Direzione Tecnica i quali risolsero i problemi, tuttavia la vettura ne risentì commercialmente perché in tutto, furono vendute solo 54.500 unità.

Nel 1986 con il lancio della Super dotata di ABS elettronico e di iniezione elettronica sulle versioni a benzina da 2
litri, la 90 divenne molto affidabile. Inoltre, tutti le migliorie via via apportate erano furono ereditate dall’Alfa 75, la nuova vettura lanciata nel 1985 per festeggiare il 75^ anniversario della nascita dell’Alfa.

La presentazione della 90 alla stampa specializzata avvenne ad Arese tra il 4 e il 21 settembre del 1984. Provenienti da tutta Italia e dall’estero, gruppi di giornalisti della stampa quotidiana e periodica, poterono osservare e provare la nuova berlina, accolti al Museo di Arese da Nuccio Bertone che rispose alle loro domande.

La commercializzazione in Italia partì il 28 settembre, ma il 9 settembre la nuova berlina provò la pista di Monza. Prima del Gran Premio di F.1, un’Alfa 90 guidata da Juan Manuel Fangio sfilò davanti a decine di migliaia di persone in qualità di apri-pista. Fu un bellissimo debutto.

Nelle prime tre settimane di commercializzazione raggiunse 4500 ordinazioni. Tra le cinque versioni disponibili, il numero di richieste maggiori si registrò per la Turbodiesel (34%) e la 2.0 Iniezione (36%).

Il 21 settembre, nell’intera gamma delle sue motorizzazioni, fu presentata a Roma al Presidente Sandro Pertini, nel palazzo del Quirinale. Erano presenti i vertici dell’Iri e della Finmeccanica che espressero parole di sincero apprezzamento. L’Alfa era rappresentata da Ettore Massacesi e dai massimi dirigenti dell’azienda. Nuccio Bertone ebbe il compito di illustrare ai presenti le caratteristiche della nuova vettura insieme all’ingegner Filippo Surace,.

Il 27 settembre la 90 fu presentata a Napoli presso la Villa Scipioni, alle autorità regionali e alla stampa italiana la quale assunse il numero 90 come riferimento del decennio che si avvicinava. Molti titolarono: L’Alfa degli anni 90”, Gente la definì: “L’auto del futuro”, Il resto del Carlino: “All’Alfa l’ambizione fa 90”, Gente Motori: “Pezzo da 90”. Corriere della sera: “E l’Alfa mormorò non passa lo straniero”; Il sole 24 ore: “Nella 90 c’è il meglio dell’Alfa”; Il resto del Carlino: “Concepita per primeggiare nella classe 2000”. Per il Giorno la 90 era: “L’auto della riscossa”.

Il 28 settembre, giorno della commercializzazione, l’Alfa 90 fu protagonista di una festosa “tre giorni” organizzata dalla concessionaria Rotondi di Milano che festeggiava le nozze d’oro con l’Alfa Romeo. Fu davvero una grande festa alla quale ebbi l’onore di partecipare. Il più antico concessionario dell’Alfa che vendeva 1600 vetture all’anno, pubblicizzò l’evento facendo affiggere sul retro degli autobus un cartellone con questa scritta: “Festa grande in Rotondi”, con il quale invitava nella sua sede per una serie di spettacoli, giochi ed esibizioni. All’inaugurazione parteciparono oltre duemila persone che poterono ammirare la nuova berlina circondata da vetture storiche: dalla 6C 1750 alla TZ della Scuderia del Portello, alle gloriose 1900. C’erano anche le tre Alfa Romeo più datate vendute da Rotondi, immatricolate nel 1938 che ricevettero un premio. Al ricco buffet, con la presenza di Ettore Massacesi, seguì un recital di Enzo Jannacci. La vettura fu accolta positivamente anche dal pubblico femminile.

Alla fine dell’anno, le prime Alfa 90 destinate ai Concessionari esteri furono fornite alla Concessionaria Alfa Romeo Agno in duecento unità che sfilarono per il centro di Lugano prima di dirigersi verso il Gottardo.

Termino citando il titolo di un servizio di Autosprint che ho voluto riservare per la conclusione di questo mio ricordo perché lo trovai davvero curioso. Volete sapere come definì questa vettura?:

“Novantaggiosa”!!

Un’ occasione per ricordare una storia leggendaria e tutti coloro che hanno contribuito a creare il mito Alfa ma anche per attrarre e motivare nuove generazioni a tenere ancora vivo questo mito negli anni a venire.