PASSIONE
La “Gazzella” dell’Alfa
12 luglio, 2017

Elvira Ruocco
Memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si  conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.

Secondo la Direzione dell’Alfa Romeo, questa vettura avrebbe dovuto essere la nuova auto del dopoguerra da inserire nel segmento medio-alto delle 2000 a 6 cilindri, ma non ando’ oltre lo stadio di prototipo.

I primi studi su una nuova auto denominata 1352, meglio conosciuta con il nome di “Gazzella” risalgono all’estate del 1943.
Secondo la Direzione dell’Alfa Romeo, questa vettura avrebbe dovuto essere la nuova auto del dopoguerra da inserire nel segmento medio-alto delle 2000 a 6 cilindri, ma non andò oltre lo stadio di prototipo. Giuseppe Busso abbozzò, verso la fine di febbraio del 1944, il gruppo motore-cambio-differenziale, doveva essere una trazione anteriore.
Pur distinguendosi per alcune soluzioni impensabili per quei tempi, il progetto venne abbandonato perchè fu ritenuto troppo complesso e costoso per la produzione in serie.
Nell’ allegato di una nota della Segreteria Generale del 1945 era stata prevista, per il secondo anno, una produzione di 1.280 unita’ per un importo complessivo di 256 milioni. Il prezzo della vettura era stato fissato in lire 200.000.
Il disegnatore Edo Masoni, in un’intervista rilasciata allo storico Griffith Borgeson, cosi’ la descrisse: “Era avanti di almeno trent’anni, con la sua frizione elettromagnetica per la ventola di raffreddamento, che evitava sprechi di energia. La trasmissione era assolutamente standard, ma le forchette di comando del cambio erano mosse da un pistoncino idraulico, dopo che il guidatore aveva selezionato la marcia mediante una levetta sulla colonna dello sterzo, e poi schiacciato il pedale della frizione. Era un sistema al quale non si era mai pensato prima. Il motore, poi, era un gioiello”.

Wifredo Ricart, ingegnere spagnolo nato a Barcellona, entrò in Alfa nel 1936 come consulente per le prove ed i problemi tecnici. Ha progettato per l’Alfa Romeo alcune vetture da corsa durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla fine del mese di marzo del 1945, lasciò l’Alfa. Nel suo Paese ha contribuito alla fondazione della Pegaso.
Di questo progettista, che si può considerare il nemico numero uno di Enzo Ferrari, vi racconterò più approfonditamente.

 

Un’occasione per ricordare una storia leggendaria e tutti coloro che hanno contribuito a creare il mito Alfa ma anche per attrarre e motivare nuove generazioni a tenere ancora vico questo mito negli anni a venire.