CULTURA

La nuvola che accoglie passato e futuro

10 giugno, 2018

La nuvola per sua natura accoglie, dialoga, condivide. A cominciare dal fatto che basta avvicinarsi per scoprire che si può varcare la soglia proprio come si entra in una nuvola.

“Gita” a Torino per il Museo Fratelli Cozzi che venerdì 8 giugno ha partecipato al Convegno Lavazza “Brandscape – Radici Future” con l’apertura in anteprima della Nuvola Lavazza, il nuovo spazio concepito dall’Architetto Cino Zucchi,  che ha ridonato alla città di Torino un frammento del quartiere Aurora, fino a poco fa un ingombro di rovine post-industriali ed erbacce.

Brandscape Radici Future, questo il tema del convegno organizzato da Promemoria e da Lavazza e a cui Museimpresa ha aderito. Ma cosa significa Brandscape? Secondo l’antropologo John Sherry, accreditato per aver coniato il termine nel 1986, la parola è una miscela di marca e paesaggio.

Brandscape è anche il luogo ideale di un ritrovamento di umanesimo industriale che riconsidera la centralità della persona in relazione all’ambiente di lavoro in cui opera e alla società in cui agisce.

Con questi presupposti nasce Nuvola Lavazza, che vuole essere nel suo intento un portale aperto sul mondo, un ecosistema che mette in relazione l’ambiente  e le persone che hanno fatto grande il marchio Lavazza.  Per qualcuno è utopia, per altri un sogno. Un sogno fatto di accoglienza, dialogo, condivisione. Perché la nuvola per sua natura accoglie, dialoga, condivide. A cominciare dal fatto che basta avvicinarsi per scoprire che si può varcare la soglia proprio come si entra fra le nuvole: l’accesso è libero, chiunque può attraversare il grande atrio […], intorno al complesso non ci sono muri, ma solo panchine e un giardno con le sue aiuole ricco di alberi.  (Tratto dal volume “Nuvola Lavazza” – Cultura d’Impresa e trasformazioni della città”).

A presentare il progetto Nuvola Lavazza Marco Montemaggi, sociologo, esperto di Heritage Marketing, Brand Identity e Corporate Comunication, che ha definito i musei come “arche della conservazione, protagonisti della cultura territoriale“.  Una definizione che disegna i contorni culturali, oltre che fisici, che le imprese, la loro testimonianza e la restituzione verso le città e la società, hanno. Parole forse ispirate dalla visione di Leon Battista Alberti che già nel 1436, così parlava della cupola di Filippo Brunelleschi a Firenze: “Chi mai sì duro e sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo questa struttura sì grande, erta sopra i cieli di Firenze, ampla tanto da coprire con la sua ombra tutti i popoli toscani […]”.

Montemaggi ha dialogato con Giuseppe Lavazza (Vicepresidente), l’Arch. Cino Zucchi e Andrea Montorio, Promemoria “L’archivio storico spin-off del museo” Mirko Cerami, RAA More than a museum prima di presentare l’approfondimento “Cultura e strategia d’impresa per un nuovo umanesimo industriale”, dove ha partecipato anche Dario Voltattorni in rappresentanza di Museimpresa.

“Un sogno fatto di accoglienza, dialogo, condivisione”

E’ stato un privilegio per noi poter visitare in anteprima il Museo Lavazza e degustare un light lunch che ci ha stupiti e conquistati al Condividere, il ristorante gourmet disegnato dal premio Oscar Dante Ferretti e pensato dallo chef Ferran Adrià, ai quali si unisce il talento dello chef Federico Zanasi: “Riporteremo al centro la storia del cibo italiano, per far sì che a tavola si riesca a vivere un’esperienza di condivisione autentica, avvicinabile, comprensibile e proiettata verso il futuro“, ha dichiarato lo chef.

La giornata si è conclusa con l’Assemblea Annuale dei Soci Museimpresa che ha accolto con un applauso l’ingresso nell’associazione anche del Museo Lavazza. Prossimo appuntamento a Napoli per il seminario residenziale e con la Settimana della Cultura d’Impresa che si terrà il prossimo novembre, per la quale stiamo già preparando un programma tutto da Condividere, Nuvola Lavazza docet.

Architetto Cino Zucchi

Cino Zucchi, architetto Milanese classe 1955, si è laureato al MIT di Cambridge in Arte e Design e in Architettura presso il Politecnico di Milano (1979), dove è docente di Progettazione Architettonica e Urbana. Ha tenuto numerosi seminari e conferenze nelle più prestigiose università e accademie come quelle di Harvard, Firenze, Madrid e Zurigo.

Lo studio Zucchi ha realizzato progetti noti e premiati, indirizzati soprattutto al ridisegno di aree industriali, rurali e di rilevanza storica, tra i quali spiccano la fabbrica ex-Junghans a Venezia; il progetto per il settore 2b-2c dell’area ex Alfa Romeo Portello a Milano; il porto di Epano Skala a Mytilene-Lesbo; la riforma dell’area mineraria a Herten nella Ruhr e quella di Keski Pasila a Helsinki.
Membro attivo dell’organizzazione e dell’allestimento di numerose Triennali di Milano, il lavoro di Zucchi è stato esposto più volte alla Biennale di Architettura di Venezia: l’installazione Copycat (2012) si è aggiudicata la menzione speciale della giuria, per avere rappresentato in modo migliore il tema relazionale “Common Ground” della Biennale.

Curiosità dal Museo Fratelli Cozzi: Volete sapere un segreto? Fu proprio l’arch. Cino Zucchi a consigliare a Elisabetta Cozzi gli architetti Gabriele e Oscar Buratti per la realizzazione della Concessionaria e quindi del Museo!!!

Tra i suoi progetti più famosi spiccano

– Copycat. Empathy and Envy as Form-makers – Biennale di Venezia (Italia), 2012

– Edifici residenziali al Nuovo Portello, Milano (Italia), 2008

 Museo Nazionale dell’Automobile, Torino (Italia), 2005
– Progetto per il settore 2b-2c dell’area ex Alfa Romeo Portello, Milano (Italia), 2003
– Masterplan Central Pasila, Helsinki (Finlandia), 2003
– Progetto dell’area Ex Junghans, Venezia (Italia), 2002
– Museo privato di stampi per tessuto, Milano (Italia), 1999
– Ristrutturazione del quartiere Fiera ad Abbiategrasso (Italia), 1997
– Edificio per uffici e museo privato, Casorezzo, Milano (Italia), 1990-1994