ELVIRA RACCONTA

Ugo Gobbato, un grande manager dell’Alfa Romeo

24 marzo 2018

Un grande uomo Alfa, raccontato dalla nostra “Signora in rosso” Elvira Ruocco, un’altra pagina di storia imperdibile da condividere con gli amici alfisti.

Ugo Gobbato nacque nel 1888 a Volpago di Montello, vicino a Trieste da una famiglia di piccoli agricoltori. Compì studi tecnici e si laureò in ingegneria. Dopo esperienze in piccole aziende entrò alla Ercole Marelli e dopo la prima guerra mondiale entrò in Fiat e, nel giro di due anni, diventò direttore di tutto il complesso del Lingotto dove rimase dal 1921 al 1929, anno in cui la Fiat gli assegnò compiti all’estero: prima in Germania, poi in Spagna dove conobbe l’ing. Ricart che arriverà all’Alfa Romeo nell’ottobre del 1936. Nel 1931 fu inviato a Mosca per costruire il primo stabilimento russo di cuscinetti a sfera.

Nel mese di dicembre del 1933 fu chiamato in Alfa su diretta richiesta di Mussolini e con il benestare della Fiat che probabilmente pensava che sarebbe stato un bene avere all’Alfa una persona che avesse rapporti stretti con l’azienda torinese. Ma negli anni in cui fu all’Alfa (1933-1945) , Gobbato fu spesso in contrasto con la Fiat, lavorò con notevole impegno per far crescere l’Alfa Romeo fino a farle conquistare una grossa fetta di mercato nel settore dei motori di aviazione a spese del gruppo Caproni e della stessa Fiat. Realizzò, inoltre, una importante riorganizzazione dello stabilimento del Portello superando ostacoli tecnici, di formazione professionale e di reclutamento di manodopera.

Lo stabilimento aeronautico di San Martino a Pomigliano d’Arco (NA), i cui lavori iniziarono nel 1938, lo pianificò ex-novo e per lui fu una grossa sfida come si desume da alcune sue espressioni: “bisogna agire a Pomigliano con fede di apostolo ed entusiasmo”, e ancora: “in questa fabbrica vogliano che regni la più perfetta armonia e vogliamo soprattutto che tutto sia cristallino, dal punto di vista dei lavori, della gestione e delle commesse”.

Gobbato era un uomo di officina, girava moltissimo nella fabbrica, non solo per osservare il comportamento del personale, ma per poter scambiare qualche parola d’incitamento e per fare, quando occorreva, qualche correzione o per controllare la buona esecuzione tecnica del lavoro.

L’epilogo è purtroppo noto: Ugo Gobbato fu ucciso il 28 aprile del 1945. Mentre tornava in bicicletta dal proprio ufficio, venne raggiunto da una vettura Lancia Augusta blu con tre uomini armati a bordo, nei pressi di via Domodossola, in zona Fiera i quali fecero fuoco uccidendolo. L’industria italiana perse un grande manager, un uomo che avrebbe potuto dare un importante contributo all’industria e alla società italiana del dopoguerra.

Elvira Ruocco Memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.