ELVIRA RACCONTA

Ugo Sivocci e il quadrifoglio portafortuna

09 novembre, 2017

“Il pilota Ugo Sivocci portò alla vittoria la versione sportiva della vettura R.L, che fu
denominata, quindi, Targa Florio”

La prima vittoria dell’Alfa Romeo alla Targa Florio è del 1923.
Il pilota Ugo Sivocci portò alla vittoria la versione sportiva della vettura R.L, che fu denominata, quindi, Targa Florio, ma la sorte avversa lo privò della vita appena quattro mesi piu’ tardi. Ma al di la’ dei risultati sportivi, il suo ruolo fu comunque leggendario perché fondò, insieme a Giuseppe Campari, Enzo Ferrari ed Antonio Ascari ( padre del piu’ celebre Alberto ) il primo nucleo sportivo ufficiale dell’Alfa Romeo, la mitica Squadra Corse Alfa Romeo.
Il suo destino fu anche quello dei suoi compagni, tutti morti in pista, con la sola eccezione di Ferrari che fu l’unico dei quattro che smise di correre per dedicarsi alla
gestione sportiva dell’Alfa. La squadra corse Alfa Romeo di quell’anno era formidabile, con nuove vetture da competizione che si comportarono tutte in modo
magnifico.

Sivocci , per scaramanzia, prima della partenza si fece dipingere sul cofano della sua vettura un quadrifoglio verde che non era esattamente identico a quello che poi l’Alfa Romeo ha poi impiegato sulle auto da competizione. Lo aveva fatto dipingere sulla parte più avanzata del radiatore su uno sfondo bianco a forma di quadrilatero, dopo la sua morte lo sfondo bianco assunse una forma triangolare, e il quadrifoglio portafortuna fu spostato sulle fiancate.
Ugo Sivocci nacque il 29 agosto del 1885 ad Aversa, anche se casualmente. Suo padre Giuseppe era direttore d’orchestra e viaggiava molto, con famiglia al seguito.
Durante una sua permanenza in Campania nacque Ugo, che per il resto della sua vita visse effettivamente solo a Milano.
Sivocci purtroppo scomparve presto, nello stesso anno della sua splendida vittoria alla Targa Florio. Si trovava al volante di un’altra Alfa Romeo, la P1 progettata
nell’autunno del 1922 da Giuseppe Merosi e dal suo aiutante Santoni, ma era priva priva di talismano.

Non si trattava di una gara, erano le prove per il gran premio d’Italia del 1923, all’autodromo di Monza.
Ferrari fu uno dei primi ad arrivare sul posto e riuscì a tirare fuori dalla vettura il meccanico del suo amico, fortunatamente sopravvissuto a quel terribile incidente.
In segno di lutto l’Alfa Romeo si ritirò dalla gara. Quella curva oggi si chiama curva Ascari ma avrebbe dovuto portare il suo nome, perché Ugo Sivocci è stata la prima
grande vittima del circuito di Monza.

Elvira Ruocco Memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si  conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.