ALFISMO
Un museo alla portata di tutti
01 luglio, 2017

Maurizio Sala

Consulente verticale automotive, già concessionario Opel, Saab e Volvo. Figlio di Enrico, Direttore Commerciale in Alfa Romeo dal 1955 al 1980, e nipote di Giuseppe Luraghi.

 

 

Ricordo che quando andavamo a trovare il nonno Giuseppe, se era di buon umore e se eravamo stati bravi, tornavamo a casa con dei… tesori in miniatura: in un armadio nel suo studio, ben nascoste, teneva delle macchinine dell’Alfa Romeo che ora farebbero la felicità di più di un collezionista.

Ricordo le indistruttibili TOGI in metallo, un po’ più grandi delle altre, in scala 1:23 che riproducevano le ultime novità del mercato, mentre le più delicate ed ultra rifinite RIO in metallo e plastica invece rappresentavano le vetture che avevano fatto la storia dell’Alfa dagli anni ‘20 al ‘40. Ah… le Alfa degli anni ’60 e ’70 della TOGI, verniciate con gli stessi colori delle auto realmente in produzione, con portiere, cofano motore e baule apribili, e piccoli particolari perfettamente riprodotti, anche le sospensioni! E per passare più tempo a giocare con soddisfazione, c’era anche la chiave per smontare le ruote…

Modellino Togi, fondata da Lorenzin, ex dipendente Alfa Romeo.

Già, allora nessuno di noi bambini sapeva che quelle macchinine con cui giocavamo ore ed ore in cortile e che abbiamo distrutto facendole correre su improbabili piste tracciate nella ghiaia dei giardini pubblici sarebbero diventati degli ambitissimi ed introvabili pezzi da collezione! Niente paura! C’è un artigiano di Milano che resiste dal 1957 e tutt’ora produce quegli splendidi modellini: la TOGI, fondata da un ex-dipendente dell’Alfa, il Signor Lorenzini. Negli anni ’60 mio nonno Giuseppe Luraghi ne aveva sempre qualcuna nel suo ufficio, ed una volta ne regalò un’intera serie al Presidente Saragat in visita allo stabilimento di Arese, allora vanto dell’intero Paese ed ora divenuto uno sterile centro commerciale aperto 7 giorni su 7 per soddisfare la compulsione all’acquisto di qualche frustrato.

“Quando una pallina di gelato nel cono costava 20 Lire (1 centesimo di Euro), ricordo che le colorate F1 di plastica della Politoys costavano 100 Lire (5 centesimi di Euro)”

La passione per la storia dell’auto e per le automobili vintage ha radici profonde in tutto il Mondo, soprattutto in Inghilterra e negli USA. Anche in Italia da qualche anno si è risvegliato l’interesse per le auto d’epoca: raduni, rally e manifestazioni si svolgono pressoché ovunque. Persino in televisione ci sono programmi seguitissimi dedicati all’argomento, come: “a caccia d’auto” e “affari a 4 ruote”. Non tutti però possono collezionare auto d’epoca: non basta la passione, servono anche capacità finanziarie, spazio e tempo libero. Siete appassionati e vorreste organizzare il vostro museo ma i mezzi sono… “in scala ridotta”? Niente paura, esiste una possibilità per tutti: fate “in scala ridotta” anche il museo!

Non è la stessa cosa, d’accordo, ma volete mettere un hobby che vi permette di stare in panciolle nel tinello di casa a lucidare le mini-fuoriserie della vostra collezione, ripensando – con un sorriso – alle ore trascorse da bambino davanti alla vetrina del negozio di casalinghi che un tempo esponeva proprio quella macchinina che ora avete acquistato al mercatino delle pulci a 10.000 volte il prezzo d’origine? Già: quando una pallina di gelato nel cono costava 20 Lire (1 centesimo di Euro), ricordo che le colorate F1 di plastica della Politoys costavano 100 Lire (5 centesimi di Euro), mentre le Penny F1 costavano 250 Lire (12 centesimi di Euro…), ma erano inarrivabili per le misere finanze di uno scolaro delle elementari! Mica come adesso che basta che chiedano (i figli) che eccoli accontentati in tutto e per tutto! No, una volta una macchinina te la facevano desiderare per settimane, e doveva durare tutta l’estate! In questo hobby non vi mancherà né la scelta delle auto, né la compagnia: i collezionisti di automobiline sono diffusi in tutto il Mondo; esistono club, mostre, riviste specializzate, siti Internet dedicati… insomma tutto quello che volete! La produzione industriale di modellini è nata in Inghilterra (Dinky Toys, i proprietari del Meccano), in Germania (Märklin, nata nel 1859) e negli USA ove Tootsie Toys già nel 1920 produceva macchinine. Per molti anni l’Italia produsse solo automobiline giocattolo. Poi avvenne il miracolo: Dugu e Rio per le riproduzioni di auto antiche; quindi Mercury, Politoys, Mebetoys, Ediltoys, Togi per i modelli di auto moderne.

Le aziende italiane scattarono immediatamente ai primi posti della produzione mondiale per qualità, contendendosi il primato con i francesi, anche per quel senso del bello, quel tocco artigianale – nel senso migliore della parola – che è presente anche nelle grandi industrie italiane.

Oggi ci sono aziende che producono modellini perfetti in ogni dettaglio, come NeoScale, Kess Model, Minichamps, M4, AutoArt e decine di altri, incluse mini-collezioni dall’eccellente rapporto qualità-prezzo che si acquistano in edicola insieme alle dispense della storia dell’Alfa Romeo o di Fiat e Ferrari.

Ma solo le mitiche riproduzioni degli anni ’60, ’70 ed ’80 fabbricate da Norev, Dinky, Corgi, Politoys, Mercury, Penny (oggi quasi tutti scomparsi stritolati dalla crisi) possono dare forti emozioni e far aumentare il battito cardiaco, forse perché ci riportano alla mente i pomeriggi trascorsi in cortile.

Che dire dei modelli telecomandati RE-EL che trovamo a Natale sotto l’albero (se ci eravamo comportati bene), o quelli filoguidati della Wega con cui facevamo morire d’invidia tutti gli amici del cortile…

Nel 1968 si potevano anche ascoltare le canzoni dell’Equipe 84 con una radio AM/FM a forma di Alfa Romeo 33-2 Daytona, con un altoparlante nel cofano motore; oggetti ora introvabili, persino nei mercatini bric-à-brac.

Hey, bambini, per favore state alla larga: questi non sono… giocattoli, ma se volete vedere delle bellissime macchinine, stupendi modellini e riproduzioni di prototipi che hanno fatto la storia di quell’Alfa Romeo che noi tutti amiamo, allora fatevi accompagnare dal papà al Museo Alfa Romeo Cozzi di Legnano ove, nel Cozzi Lab, ne custodiscono un’intera collezione!

Un saluto a tutti! Maurizio